La fabbrica sul lago

Il lago, spazio aperto delimitato dai monti, consolidato attrattore turistico di livello internazionale, elemento ambientale e paesaggistico strutturante l’intero territorio, è il lago d’Iseo o Sebino.

La fabbrica, recinto chiuso, luogo della produzione e del lavoro, fonte di ricchezza, sempre più orientata sull’eccellenza e sull’innovazione dei suoi cicli produttivi, è la Lucchini Rs di Lovere, (ex Ilva, o semplicemente la “ferriera” come la ricordano le vecchie generazioni).

Per la popolazione l’uno è elemento imprescindibile e identitario, l’altra una presenza storicizzata accettata, ormai, tra contrasti e compromessi. Una traccia sul territorio di un’epoca industriale passata, in cui gli obiettivi di progresso, ricchezza e lavoro, non erano associati a sensibilità ambientali e paesaggistiche.

La fabbrica sul lago costituisce oggi, per importanza, dimensione e localizzazione, un elemento strategico del territorio. Una possibile area di rigenerazione urbana in evoluzione, in grado, con i suoi cambiamenti, di attivare nuovi scenari di sviluppo sostenibile. Di accettare la sfida nel tempo, insita nel luogo, di riuscire a produrre oltre che ricchezza anche bellezza.

 

1903-011903-021903-031903-041903-051903-061903-071903-081903-091903-101903-111903-121903-13KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Art of dry stone walling

Il lavoro, sapiente, dell’uomo sul paesaggio produce da sempre bellezza. Nel 2018 l’UNESCO ha iscritto l’arte dei muretti a secco nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Per le sue caratteristiche fisiche e sociali il territorio del nostro paese ha sfruttato questa arte da sud a nord in quasi tute le regioni, dando vita a paesaggi di grande bellezza.

Abbiamo guardato una parte del paesaggio dei Monti Iblei nella Sicilia sud orientale, qui i muretti a secco disegnano il panorama e raccontano la storia. Un vasto patrimonio che richiede cure, e forse un nuovo impegno per una economia dell’estetica utile a tutti.

Curiose e affascinanti sono le case matte ricoperte per mimetizzarsi di pietre all’uso dei muretti, sull’altopiano alle spalle della costa famosa per i racconti di Camilleri. Tre sono le casematte in questa zona, perse tra i campi e poco distanti l’una dall’altra a controllo di una importante via di traffico che da Ragusa città porta al mare.

Vi mostriamo poche fotografie per raccontare questo contesto siciliano. Tra queste immagini, la penultima svela l’uso che ancora oggi si fa in edilizia dei muretti a secco per abbellire alcuni tipi di abitazioni, mentre l’ultima immagine mostra due operai a lavoro per il recupero di una porzione di muretto esistente. L’arte dei muretti a secco è ancora attuale, e ha più di un ruolo nella gestione sapiente del territorio.

Per chi volesse approfondire il tema delle casematte nella Sicilia sud orientale segnaliamo il seguente articolo: http://www.archiviodegliiblei.it

Qui invece la pagina del sito UNESCO dedicata a questo tema: https://en.unesco.org/

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

la città balneare #2

Il contributo «la città balneare 1» del giugno ‘14 era contraddistinto dal numero 1 perché prevedevamo di ripetere l’indagine e l’osservazione dei tanti chilometri di costa italiani. Il testo del primo articolo, che vi invitiamo a rileggere, spiegava perché fosse necessario prestare attenzione a questo territorio e descriveva nelle immagini molti tipi di costa italiana, in vari luoghi del Paese.

La città balneare 2 racconta un solo luogo “spento”, cioè a dire senza turisti. Questa nuova serie di immagini racconta l’architettura stagionale di un unico borgo nelle sue propaggini insediative spontanee, poco dopo la stagione estiva.

Spazi: trasformati; vuoti; deserti; abusivi; auto costruiti; progettati; da tutelare; inutilizzati; da valorizzare; liberati; consumati dal mare.

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Corpi Estranei

Testo e foto di: Alexandru Dumitru Musteta

Corpi Estranei

chirurgia del paesaggio

Il progetto nasce dall’esigenza di mostrare l’interazione tra il corpo estraneo ed il paesaggio. Questa azione si applica in maniera chirurgica al paesaggio, dove il corpo estraneo si definisce come un qualsiasi oggetto la cui origine è al di fuori dell’organismo definito paesaggio. Sulla tela questi due elementi si moltiplicano e si scontrano; fondendosi, generando un nuovo aspetto della quotidianità.

Il fermo immagine in questo caso è composto da più frame analogici che accorpandosi mostrano la nuova rappresentazione del paesaggio circostante. Un paesaggio che, diventa scena dove l’orchestra dei corpi estranei si esibisce, dove il movimento viene percepito come l’inizio ed il termine di un viaggio.

Il portfolio si presenta diviso in 4 macro-sezioni definite dalla forma del ritaglio fotografico:

01_sezione a

dualità s. f. [dal lat. tardo dualĭtas –atis, der. di dualis: v. duale]

Nella geometria proiettiva del piano, i postulati fondamentali si scambiano tra loro per dualità quando si scambiano negli enunciati degli stessi i termini «punto» e «retta», così che dal postulato «due punti distinti individuano una retta e una soltanto» si passa per dualità al postulato «due rette distinte individuano un punto e uno soltanto».

02_sezione b

percezióne s. f. [dal lat. perceptio –onis, der. di percipĕre «percepire», part. pass. perceptus]

L’atto del percepire, cioè del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna, attraverso stimoli sensoriali, analizzati e interpretati mediante processi intuitivi, psichici, intellettivi.

03_sezione c 

oriżżónte s. m. [dal lat. horīzon -ontis, gr. ὁρίζων -οντος, propr. part. pres. di ὁρίζω «limitare» (sottint. κύκλος «circolo»)]

La linea apparente, a forma di cerchio o di arco di cerchio, lungo la quale, in un luogo aperto e pianeggiante, il cielo sembra toccare la terra o il mare, tanto più ampia quanto maggiore è l’altitudine del luogo dal quale si osserva.

04_sezione d

pattern ‹tën› s. ingl. [dal fr. patron (che è dal lat. patronus «patrono») nel sign. fig. di «modello»] (pl. patterns ‹tën›)

Modello, schema, configurazione di un circuito integrato; nell’espressione pattern recognition (‹rekëġnìšën›, «riconoscimento di configurazioni»), che indica ogni tecnica elettronica volta all’individuazione automatica di oggetti attraverso loro forme, caratteri o configurazioni.

Il portfolio fa parte di una ricerca più grande che spazia sulla rappresentazione del tema del paesaggio e del viaggio, che siano intesi come urbano o naturale. Le scale si differenziano assecondando l’interazione tra le persone e gli oggetti circostanti, definendo così il paesaggio mutevole.

In questo caso dovendo definire il titolo del portfolio “Corpi Estranei”, si vuole identificare la contrapposizione tra naturale e non-naturale. Elementi che riescono mediante la loro diversità a costruire nuove prospettive visuali per il luogo fotografato.

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Abusi vista mare

Testo e foto di: Antonella Berlen

Sulla litoranea Bari Monopoli, all’ingresso di Mola, se guardi alla tua sinistra, le vedi. Numerose palazzine a rustico, in stato di completo abbandono che,  su una striscia di terra quasi costa,  a finestre completamente aperte, come occhi forzatamente spalancati e senza riposo, da decenni guardano il mare.

Alcune, tra le più prossime all’acqua, a mirarle da una certa distanza,  su quel mare  paiono quasi adagiate.

Sono là,  immobili, dal lontano ’96, anno in cui furono bloccati i lavori di edificazione, a seguito del sequestro operato sull’area, nel febbraio dello stesso anno, dalla Procura della Repubblica di Bari.

Quei fabbricati erano  stati abusivamente innalzati in violazione della legge ma con piena e consapevole autorizzazione dell’intero apparato politico amministrativo locale, che in un consiglio comunale dell’Aprile 1992  sulla realizzazione di quegli immobili aveva raccolto l’accordo di tutti i consiglieri presenti e votato  all’unanimità la realizzazione di quelle palazzine ricadenti all’interno dei trecento metri dalla costa che la legge Galasso, già in pieno vigore all’epoca,  salva da costruzioni edili di qualsiasi genere.

L’iter processuale,  dopo vari gradi di giudizio,  si è concluso nell’aprile 2013 con l’emissione,  da parte della Cassazione penale sez. III, della sentenza passata in giudicato,  n° 17066  che  riconferma la confisca delle costruzioni e dei suoli, già sancita dalle precedenti sentenze di primo ( 2009 ) e secondo grado ( 2011 ),  trasferendo la titolarità e l’obbligo di abbattimento degli immobili al Comune di Mola.

Ad oggi quelle palazzine sono tutte  lì, e tanto ancora ci rimarranno, con il degrado accessorio, la deturpazione della costa e del paesaggio, le occupazioni illecite e l’abbandono dei rifiuti che negli anni  si son portate dietro, a testimoniare la storia di un abuso edilizio che ha influito pesantemente sulle condizioni economiche di intere famiglie a volte conniventi altre semplicemente colpevoli di essersi affidate a tecnici e a politici poco attenti all’osservanza della legge e al rispetto di una corretta dimensione urbana, sociale e paesaggistica.

Sono stanche quelle finestre di guardarlo, il mare. Stanche di ricevere le visite notturne di ospiti di passaggio e di gente in cerca di spazi isolati per fare il proprio. Vergognose, di occupare spazi una volta di bambini in gioco. Ma, fermamente impegnate a testimoniare incessantemente  il dolo di tecnici, politici  e semplici cittadini che per quelle finestre sul mare hanno offeso pesantemente, calpestandola, la dignità di un intero territorio.

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Coraggio Oropa

Tenere in vita il Santuario costa circa 5 euro al minuto, sempre che si escludano le spese dovute a lavori “straordinari”. Questo il contenuto del messaggio di poche righe, stampato su un ritaglio di foglio A4, che ci viene consegnato, insieme ad una busta per eventuali donazioni, al momento dell’accoglienza.

La schiettezza del gesto testimonia le difficoltà economiche nell’affrontare la gestione di questo luogo.

Oropa è Patrimonio dell’umanità. Una di quelle meraviglie italiane che da sole valgono un viaggio da qualsiasi località di provenienza nel mondo.

Sacro per molti, meta ideale per escursioni in montagna o, semplicemente, posto in cui rifugiarsi, nei periodi estivi, dal caldo cittadino per altri. Certo un luogo che ti accoglie, da sempre, con la sua grandezza a ben 1200 m s.l.m.

Il Santuario sotto il cielo“.

Ci piace pensare che le parole di don Tonino Bello, incorniciate sui muri della “Latteria”, possano essere evocative di una rinascita continua di questo luogo:

Venerdì Santo ore 15

Coraggio!

Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.

Tra poco il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

 

001_fronte001_retro002_fronte002_retro003_fronte003_retro004_1803005_1803006_1803007_1803008_1803009_1803010_1803011_1803012_1803013_1803014_1803015_1803016_1803017_1803018_1803019_1803020_1803021_1803022_1803023_1803024_1803025_1803

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La Giornata nazionale dei Paesaggi

Il comunicato stampa del Ministero, recita: “La Giornata nazionale del Paesaggio è istituita con decreto ministeriale del 7 ottobre 2016 e sarà celebrata ogni anno il 14 marzo. L’obiettivo è promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati attraverso attività da realizzarsi sull’intero territorio nazionale che vedranno il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle istituzioni, pubbliche e private. In attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio (D.M. n.457/2016) si richiama il Paesaggio quale valore identitario del Paese e si trasmette, soprattutto alle nuove generazioni, il messaggio che la tutela del Paesaggio e la memoria storica che ne deriva costituiscono valori culturali essenziali per uno sviluppo consapevole del territorio.”

Vogliamo celebrare anche noi questa nuova, importante ricorrenza e lo faremo dando il nostro contributo. Cercheremo però di attirare l’attenzione non solo verso il Paesaggio, quello con la p maiuscola, ma proveremo a guardare anche i paesaggi ordinari, che appartengono alla vita di ciascuno di noi, i paesaggi che quotidianamente abbiamo davanti agli occhi.

Celebrare la giornata del Paesaggio il 14 marzo, vuole essere il tentativo di prenderci cura di tutti i paesaggi, sapendo che ogni azione pubblica o privata che riguarda il nostro territorio li va a modificare. Al di la dei festeggiamenti ufficiali sarà necessario ricordarsi sempre che siamo immersi nei paesaggi e che questi influenzano la qualità della nostra vita. Il pericolo è limitarsi a considerare il Paesaggio solo come isole “esclusive”, frammenti superstiti ai processi di trasformazione del territorio, piuttosto che come insieme di nuovi luoghi da rendere “inclusivi”. Guardarsi attorno con maggiore curiosità è utile secondo noi a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati” come afferma il Ministero dei beni e delle attività del turismo.

Pubblichiamo alcune fotografie che raccontano i nostri paesaggi ordinari, e chiudiamo con le parole di Luigi Ghirri, in Lezioni di fotografia: “Quello che abbiamo attorno non viene mai rappresentato. Questa negazione dello spazio in cui viviamo credo sia un dato storicamente molto significativo: all’incapacità di rapportarci con lo spazio, con l’ambiente, corrisponde un’assenza di rappresentazione. Da questo deriva, probabilmente, una progressiva disattenzione, e in qualche misura un atteggiamento di incuria nei confronti delle problematiche ambientali, ecologiche. In questo senso la fotografia può costituire uno strumento fondamentale, che permette di recuperare un rapporto più diretto con l’ambiente, consentendo un’apertura di maggiore complessità, permettendo scoperte non solo di bellezza ma anche di valori di altro segno.”

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento