Fondazione Prada Milano, riflessioni

Meno di 10 giorni tra l’inaugurazione della nuova Sede della Fondazione Prada e la più celebrata Expo Milano 2015.

Un’anteprima “work in progress” di quello che potrà diventare la nuova sede di Viale Isarco, nella periferia sud di Milano. Con i lavori sicuramente ancora in corso quando il sito Expo sarà completato e la manifestazione finita.

Proponiamo alcune immagini, in parte d’archivio ed altra scattate in questi giorni come visitatori, che possono supportare alcune riflessioni.

In Ai confini di Expo ci siamo occupati del rapporto del sito Expo con il tessuto urbano esistente. Evidenziando come i futuristici padiglioni delle diverse nazioni, confinati in un recinto, abbiano rinunciato al confronto con la città reale e le sue problematiche.

Il confronto con le problematiche del luogo, della città e le possibili relazioni tra spazi di interesse pubblico, cultura e rigenerazione urbana di ex edifici industriali sembrano invece essere gli elementi strutturanti del progetto di OMA – Rem Koolhaas per Prada. (Sul tema delle aree industriali e dell’importanza del loro riuso vedi anche Zona Industriale / Zona artigianale).

Una soluzione d’avanguardia e senza precedenti in un Paese come l’Italia in permanente crisi di risorse da dedicare alla cultura e alla gestione del patrimonio storico artistico.

Tre gli elementi cardine dell’intervento: il committente, privato, che decide di dedicare un grande polo culturale espositivo di interesse pubblico alla sua città; la scelta del luogo, non un’area centrale ma una ex distilleria in uno scenario tipico di degrado della periferia urbana; infine l’architetto e l’architettura, che si confrontano con il tema degli spazi industriali, del loro recupero o sostituzione, con una soluzione che ricerca intenzionalmente la coesistenza tra le differenze, tra vecchio e nuovo, bello e brutto, povero e ricco, classico e contemporaneo.

La ricerca di un equilibrio dinamico tra gli opposti, che speriamo riescano col tempo definitivamente ad attrarsi. Un dichiarato orientamento al confronto con alcune delle problematiche aperte nelle nostre città, l’esaltazione della ricchezza delle diversità e di un approccio integrato e qualitativo alla rigenerazione urbana.

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