ITSOS Marie Curie e BeautyItaly – Conoscere l’Italia attraverso le fotografie degli studenti

[…] la principale opera d’arte su cui l’educazione umana dovrebbe basarsi è il “luogo” che ci conferisce la nostra identità. Solo quando comprenderemo i nostri luoghi, saremo in grado di partecipare creativamente e di contribuire alla loro storia. (Christian Norberg-Schulz)

Presentiamo una selezione di immagini, raccolte dagli studenti di alcune delle classi prime e seconde – indirizzi: Informatica e Telecomunicazioni (INF) e Chimica, Materiali e Biotecnologie (BIO) – dell’ ITSOS Marie Curie di Cernusco sul Naviglio, nell’ ambito del corso di Tecniche e Tecnologie della Rappresentazione Grafica.

Ai ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, è stato chiesto di raccontare con delle immagini i propri luoghi. Sono state proposte alcune tematiche d’indagine per conferire ai lavori, il carattere del progetto fotografico. L’uso della fotografia è dichiaratamente strumentale alle finalità dello studio dei luoghi oggetto d’indagine, elemento base su cui applicare e sperimentare i principi di schematizzazione geometrica studiati durante il corso.

Dopo averle condivise con la classe, mediante video-proiezione, le fotografie sono state oggetto di discussione e selezione. Quindi stampate e studiate singolarmente tramite ridisegno su carta da lucido, per una preliminare lettura strutturale delle immagini. L’individuazione dei principali elementi geometrici, seguita dall’associazione di quest’ultimi a sistemi riconoscibili (ambientale, insediativo, relazionale), ha permesso di restituire alcune dinamiche critiche in atto, nello stato di conservazione e nelle modalità di trasformazione dei luoghi rappresentati.

Infine, la condivisione delle immagini su BeautyItaly e sulle pagine web dell’ ITSOS Marie Curie, come: momento di apertura, opportunità di partecipazione e crescita degli interlocutori; dimensione imprescindibile per operare consapevolmente sui luoghi.

La fotografia, oggi alla portata di tutti (soprattutto dopo l’avvento del digitale), può così divenire espressione di un civile sentimento di vicinanza ai luoghi; strumento di comprensione, certamente modalità per “prendersi cura di”.

Luoghi o “città” che, non sono oggetto di giudizio critico se belle o brutte, “felici” o “infelici”, ma che riprendendo le parole di Italo Calvino, ha senso dividere in altre due specie: “quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare le città o ne sono cancellati.”

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