Corpi Estranei

Testo e foto di: Alexandru Dumitru Musteta

Corpi Estranei

chirurgia del paesaggio

Il progetto nasce dall’esigenza di mostrare l’interazione tra il corpo estraneo ed il paesaggio. Questa azione si applica in maniera chirurgica al paesaggio, dove il corpo estraneo si definisce come un qualsiasi oggetto la cui origine è al di fuori dell’organismo definito paesaggio. Sulla tela questi due elementi si moltiplicano e si scontrano; fondendosi, generando un nuovo aspetto della quotidianità.

Il fermo immagine in questo caso è composto da più frame analogici che accorpandosi mostrano la nuova rappresentazione del paesaggio circostante. Un paesaggio che, diventa scena dove l’orchestra dei corpi estranei si esibisce, dove il movimento viene percepito come l’inizio ed il termine di un viaggio.

Il portfolio si presenta diviso in 4 macro-sezioni definite dalla forma del ritaglio fotografico:

01_sezione a

dualità s. f. [dal lat. tardo dualĭtas –atis, der. di dualis: v. duale]

Nella geometria proiettiva del piano, i postulati fondamentali si scambiano tra loro per dualità quando si scambiano negli enunciati degli stessi i termini «punto» e «retta», così che dal postulato «due punti distinti individuano una retta e una soltanto» si passa per dualità al postulato «due rette distinte individuano un punto e uno soltanto».

02_sezione b

percezióne s. f. [dal lat. perceptio –onis, der. di percipĕre «percepire», part. pass. perceptus]

L’atto del percepire, cioè del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna, attraverso stimoli sensoriali, analizzati e interpretati mediante processi intuitivi, psichici, intellettivi.

03_sezione c 

oriżżónte s. m. [dal lat. horīzon -ontis, gr. ὁρίζων -οντος, propr. part. pres. di ὁρίζω «limitare» (sottint. κύκλος «circolo»)]

La linea apparente, a forma di cerchio o di arco di cerchio, lungo la quale, in un luogo aperto e pianeggiante, il cielo sembra toccare la terra o il mare, tanto più ampia quanto maggiore è l’altitudine del luogo dal quale si osserva.

04_sezione d

pattern ‹tën› s. ingl. [dal fr. patron (che è dal lat. patronus «patrono») nel sign. fig. di «modello»] (pl. patterns ‹tën›)

Modello, schema, configurazione di un circuito integrato; nell’espressione pattern recognition (‹rekëġnìšën›, «riconoscimento di configurazioni»), che indica ogni tecnica elettronica volta all’individuazione automatica di oggetti attraverso loro forme, caratteri o configurazioni.

Il portfolio fa parte di una ricerca più grande che spazia sulla rappresentazione del tema del paesaggio e del viaggio, che siano intesi come urbano o naturale. Le scale si differenziano assecondando l’interazione tra le persone e gli oggetti circostanti, definendo così il paesaggio mutevole.

In questo caso dovendo definire il titolo del portfolio “Corpi Estranei”, si vuole identificare la contrapposizione tra naturale e non-naturale. Elementi che riescono mediante la loro diversità a costruire nuove prospettive visuali per il luogo fotografato.

 

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